Santi Pietro e Paolo apostoli a Varena

La chiesa dei S.S. Pietro e Paolo è una chiesa ad impianto gotico che si trova nel Comune di Varena in val di Fiemme caraterizzando la piazza prospiciente; è orientata come le classiche chiese secondo il levare ed il tramontare del sole mentre sul fianco a sud è circondata a prativo con visibili tre edicole affrescate risalenti presumibilmente al XVII secolo che rappresentano delle stazioni della via crucis.

La facciata principale si presenta liscia con tetto a capanna di accentuata pendenza in standole di larice, mentre il campanile, oggetto di recenti restauri è posizionato sul fianco a meridione; la facciata presenta un classico allineamento con il portale ogivale in pietra arenaria modanata, di cui vecchie fotografie mostrano una decorazione pittorica di tipo neogotico, la statua del santo protettore, opera di Francesco Degregorio, collocata in una nicchia con tamponatura di epoca recente in allineamento con il rosone traforato che porta la luce all’interno e ne scandisce con l’allineamento la simmetria di facciata.

Le decorazioni dei cantonali angolari sono interrotte da contrafforti angolari, posizionati dopo gli ampliamenti ottocenteschi della chiesa sull’ultima campata ad ovest, chiaramente differenti per tipologia e funzionalità statica rispetto a quelli presenti sui prospetti a nord e sud corrispondenti alla II e III campata dell’edificio sacro che presumibilmente data la fattezza risalgono al XVI secolo.

Per capire le evoluzioni storiche che hanno portato la chiesa alla forma attuale si hanno la data di consacrazione che risale al 1 giugno del 1193. Nel corso dei secoli si sono susseguiti molteplici ampliamenti ed evoluzioni dell’impianto originario di cui non rimangono tracce visibili. E’ certo che la chiesa subì un radicale ricostruzione e una nuova consacrazione nel 1428; la chiesa che possiamo oggi ammirare risale invece per le sue forme gotiche alla prima metà del XVI secolo con la suddivisione interna in due campate e l’aggiunta dell’ultima campata ad ovest nel 1882 chiaramente riconoscibile dove è collocata la cantoria.

Le campate sono separate da archi a sesto acuto in conci di porfido bocciardato, smussato ed impostato senza soluzione di continuità sui piedritti formando così delle volte a crociera. Un altro motivo visibile dell’ampliamento della chiesa e dei rimaneggiamenti subiti nei secoli sono i lacerti dipinti ad affresco, che nella seconda e terza campata stanno ad evidenziare l’impostazione dell’aula come unico ambiante affrescato, interrotto dal ritto dell’arco di volta presumibilmente introdotto nel 1528; sul lato sinistro, oltre ad altri elementi decorativi di tipo votivo come S.Martino o S.Michele, anche se interrotta è chiaramente visibile la rappresentazione dell’Ultima Cena.

Gli affreschi sono presenti anche sull’fianco destro e presumibilmente, anche se nascosti dagli altari facevano parte di un unico ciclo pittorico in continuità, presumibilmente dipinto nel corso del XV secolo e scandito da cornici geometriche ora nascoste anche dagli altari della fine del XVII secolo.

La parte absidale invece ha una copertura ad ombrello con vele impostate su lunette ogivali.

Molte sono le opere dei celebri pittori di scuola fiemmesi che adornano le pareti, primo fra tutti don Antonio Longo di Varena, Giuseppe Alberti e Francesco Sebaldo Unterpergher.

Testo

Michele Facchin

Foto

Fabio Dellagiacoma