Ragazzi fiemmesi a Taizè

Il 23 giugno siamo partiti con 3 furgoni belli carichi per Taizé. Dopo un viaggio lungo quasi 10 ore e un piccolo imprevisto siamo arrivati a destinazione.


Tutti (o quasi) molto bravi a montare le tende evitando così brutte figure già il primo giorno abbiamo costruito il nostro campo base ed era ormai ora della preghiera serale.
Le giornate a Taizé sono basate sulle tre preghiere, che sono i momenti principali della giornata: quella del mattino, del pranzo e della sera. Queste preghiere erano molto coinvolgenti perché tutti cantavano e stavano in silenzio quando era ora.
Subito dopo la preghiera del mattino, c’era la colazione poi la lettura del vangelo e la riflessione negli small groups. Verso mezzogiorno c’era la preghiera , pranzo e nel primo pomeriggio del tempo libero. Dopo si facevano le pulizie o attività col small group, merenda e tempo libero. La sera si cenava, poi meeting, preghiera e serata all’Ojak.
Le nostre giornate cominciavano sempre con “omeni zo dale brande” del Giovanni e col dolce “buongiorno” dell’Ivana e terminavano con l’angelo di Dio intonato dal Robi.
La settimana tra canti, preghiere, balli, nuove amicizie ecc.. è passata molto velocemente.
Ognuno di noi era partito con dei motivi diversi, ma c’era il fatto di voler fare nuove amicizie che ci accomunava e ci ha fatto diventare fin da subito un bel gruppo, che ogni sera si riuniva e con delle attività parlava della giornata. Spesso in questo ritrovo uscivano le parole: libertà, tranquillità, felicità, amicizia, pace.
E queste parole forse sono il riassunto di Taizè, perché è dove si trova la pace e la tranquillità, dove c’è libertà di parola e dove nascono subito nuove amicizie.
Taizé non è stato solo un posto dove ho ritrovato me stessa, ma ho trovato anche persone da altri Stati ed ho avuto la possibilità di conoscere nuove cose da loro.
Ad esempio, grazie a Giovanni e Roberto abbiamo fatto amicizia con delle svedesi che ci hanno insegnato un ballo, la “frog dance”.
Dalla settimana di Taizé ognuno porta a casa qualcosa, chi dalle preghiere, chi dal gruppo, chi dalle partite a schiaccia cinque, chi dalle serate all’ojak, chi dalle sgridate perché si era in ritardo e chi dal silenzio.
Quindi, arrivata alla fine di questa esperienza devo ringraziare don Max di aver riproposto questa esperienza e di averci continuato a dire: “ Portatevi il pile, o qualcosa di pesante, perché fa freddo!” per poi arrivar lì e trovarci 40° come minimo. Poi ringrazio Heidi che se non ci fosse stata chissà cosa avrebbero portato a casa i maschietti dal negozio; ringrazio Ivana che è stata un po’ la “mamma” del gruppo e c’è sempre venuta in aiuto, ringrazio Walter per le partite a carte e per esser venuto con noi. Ringrazio Robi che aveva fatto la spesa prima di partire sennò qualcuno avrebbe patito la fame; ringrazio Giovanni per tutte le risate e le suonate che ci ha fatto. E infine ringrazio tutto il gruppo “Fiemme valley& dintorni” per la bella esperienza che mi hanno fatto passare.
Alice

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