Successo di partecipazione per il primo incontro fraterno di Pasqua con gli immigrati a Predazzo

Incontro… fuori moda!

“Incontro fraterno di Pasqua con gli immigrati presenti in Val di Fiemme”; così recitava l’invito che i Gruppi Missionari hanno divulgato nei paesi della Valle.

L’incontro, nato da un’idea di don Lucio Zorzi, che coordina mensilmente i vari Gruppi, si è svolto recentemente nelle sale dell’Oratorio di Predazzo.

Una sessantina le persone intervenute, più di un terzo di esse erano badanti dai Paesi dell’Est e rifugiati da alcuni Paesi dell’Africa.

Dopo una breve presentazione personale, don Lucio ha preso la parola e, con forza, ha ribadito agli immigrati di non avere paura, perché le comunità cristiane della Valle qui rappresentate, sono contente della loro presenza e li ringraziano.

Don Albino Dell’Eva, vicario vescovile della zona, ha ribadito che questo incontro non segue la moda, parlare di fraternità e di accoglienza non è di moda, non fa crescere i consensi, però permette di mettersi dalla parte di Gesù Risorto che dona la sua pace a tutti, specialmente a quelli che ne hanno più bisogno.

Dopo una breve preghiera e alcune parole di padre Modesto Todeschi, missionario saveriano in Burundi, alcuni canti nelle varie lingue hanno contribuito a creare un clima intenso, gioioso e… commovente. Le parole del ritornello “Viva la gente”, cantate diverse volte nel pomeriggio, hanno dato una nota simpatica e concreta a tutto l’insieme “… se più gente guardasse alla gente con favor, avremo meno gente difficile e più gente di cuor.”

Lo spuntino, al quale tanti hanno collaborato, ha permesso di scambiare quattro chiacchiere nell’intento di una reciproca conoscenza.

La “Tombola” finale ha regalato qualche sorriso, qualche complicità sulle regole del gioco e qualche momento di gioiosa attesa per i premi finali.

Alla fine del pomeriggio tutti hanno preso una candela, simbolo del Cristo Risorto, a ricordo di questo incontro semplice, ma ricco di tanta varia umanità, alla quale si è voluto ribadire il NO delle comunità cristiane alla chiusura e alla discriminazione.

Una iniziativa originale, per tanti versi anche nuova, che ha soddisfatto proprio tutti, con l’idea di rifarla altre volte.

Donato Dellagiacoma

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